I primi Sciamani

Ben presto vennero identificate alcune persone che avevano maggiori capacità delle altre a modificare il loro stato di coscienza e di usare questa nuova condizione per entrare in quel mondo secondo e dialogare con le misteriose presenze che vi abitavano. Con particolari rituali, formule e sacrifici, man mano sempre più elaborati ed efficaci, le terrifiche entità dell’altro mondo potevano essere avvicinate, si poteva anche farsele amiche, alleate.
Queste entità avevano spesso le sembianze di animali o di persone defunte. Si scoprì che era possibile chiedere loro consiglio, farsi predire il futuro, ricevere utili informazioni per la caccia e per la guerra, sapere come guarire le ferite e le malattie. Questi uomini speciali (gli sciamani) erano anche in grado, con il permesso e l’aiuto di queste entità, di poter viaggiare nella nuova dimensione, di scoprire le divinità che governavano i regni sotterranei o quelli celesti, incontrare i signori della vita e della morte. Allo stesso modo con cui Dante Alighieri visitò il mondo dell’oltretomba guidato da Virgilio, lo sciamano era accompagnato in quelle lande sconosciute da una o più entità spirituali con le quali aveva fatto amicizia o con la quale aveva instaurato un qualche rapporto di collaborazione. In questi viaggi avventurosi, che potevano costare la vita alla minima imprudenza ed errore, fu scoperto il mondo dei trapassati, il loro rifugio finale. Avendo appreso sia il modo per entrare in questi incredibili stati di coscienza, vissuti come mezzo per accedere a dimensioni ultramondane, sia avendo di queste ultime appreso la topografia, lo sciamano poteva ora divenire l’intermediario tra questo e l’altro mondo, ed in particolare si assumeva il compito di guida dei defunti accompagnandoli, perché non si perdessero, verso il misterioso e oscuro regno delle ombre. Nacque così, e si perpetuò, la funzione di psicopompo dello sciamano della preistoria.
I voli estatici in queste dimensioni consentirono anche di conoscere in dettaglio le varie tipologie di entità spirituali che vi abitavano. Vi erano spiriti buoni con i quali era facile prendere rapporto e ricevere aiuto e consigli. Altre entità erano apparentemente pericolose ma, con opportune astuzie e rituali, potevano essere piegate ai propri desideri ed essere mutate in alleati. Infine, non mancavano gli spiriti assolutamente ostili con i quali occorreva combattere per non soccombere e per evitare danni sia allo sciamano, sia alla sua comunità. Contro questa ultima categoria di spiriti lo sciamano con le sole sue forze non poteva alcunché, poteva contrastarli solamente con l’aiuto degli spiriti alleati. In ogni modo, anche se guidato, il suo accesso alle regioni dell’altra dimensione era sempre un’impresa estremamente pericolosa. Non si poteva osare tanto senza un’opportuna selezione e preparazione.

I primi Sciamaniultima modifica: 2007-09-29T08:00:00+02:00da altrementi
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